Il 26 settembre 2025 è stato ufficialmente pubblicato lo standard 802.11bf: Il Wi-Fi può ora rilevare movimento, presenza e segni vitali. Il Wi-Fi IEEE 802.11bf, noto anche come Wi-Fi Sensing (Wi-Fi SENS), rappresenta una svolta significativa nell’evoluzione delle reti wireless. Per la prima volta, uno standard Wi-Fi non si concentra solo sulla trasmissione dati più veloce o affidabile, ma aggiunge la capacità di percepire l’ambiente circostante. In altre parole, 802.11bf trasforma la rete Wi-Fi in un sistema di sensori ambientali: i normali dispositivi Wi-Fi (router, access point e client) potranno rilevare movimenti, presenza e gesti attraverso le variazioni dei segnali radio. Ciò significa che il Wi-Fi non invierà più solo informazioni da un punto A a un punto B, ma “interpreterà” anche ciò che accade nello spazio tra A e B.
Come funziona il Wi-Fi Sensing?
Alla base del Wi-Fi Sensing vi è la misurazione delle sottili variazioni nelle onde radio Wi-Fi mentre queste rimbalzano su pareti, oggetti e persone. Ogni movimento o cambiamento nell’ambiente altera leggermente proprietà del segnale come ampiezza, fase o tempo di propagazione. Tradizionalmente queste irregolarità erano considerate rumore indesiderato. 802.11bf invece converte quel rumore in dati utili.
Attraverso informazioni note come Channel State Information (CSI), parametri che descrivono come un segnale Wi-Fi viene influenzato dal percorso che compie, i dispositivi possono dedurre presenza di persone, movimenti, posizione e persino pattern fisiologici come il ritmo respiratorio. In pratica, il router e gli altri dispositivi Wi-Fi divengono sensori attivi dell’ambiente, capaci di rilevare se e come qualcosa si muove nel loro raggio d’azione.
Dal Wi-Fi 6/7 al nuovo Wi-Fi Sensing: cosa cambia con 802.11bf?
IEEE 802.11bf si distingue nettamente dagli standard Wi-Fi precedenti come 802.11ac/ax (Wi-Fi 5/6) e 802.11be (Wi-Fi 7). Le generazioni passate si sono concentrate su prestazioni di comunicazione: maggiore velocità, minore latenza, efficienza spettrale e capacità di collegare più dispositivi. 802.11bf, invece, rappresenta qualcosa di fondamentalmente diverso: non aggiunge ulteriore velocità di trasmissione, ma aggiunge senso del contesto ambientale.
In altre parole: dove Wi-Fi 6/7 migliorano “quanto e quanto velocemente inviare dati”, Wi-Fi 802.11bf migliora “cosa possiamo capire dai segnali Wi-Fi mentre inviamo dati”.
Wi-Fi a 60 GHz (802.11ay) vs. Wi-Fi Sensing
Un altro confronto va fatto con 802.11ad/ay, gli standard Wi-Fi che operano sulle onde millimetriche (banda dei 60 GHz). 802.11ay (noto come WiGig) è un’estensione dell’802.11ad pensata per comunicazioni a cortissimo raggio, altissima velocità (anche oltre 20 Gbps) e bassa latenza – ad esempio streaming VR wireless o collegamenti punto-punto. Pur utilizzando frequenze elevate simili a certi sensori radar, 802.11ay non prevedeva funzionalità di sensing ambientale. 802.11bf invece colma questo vuoto, includendo tra le sue modifiche anche quelle ai PHY DMG/EDMG (Directional Multi-Gigabit e enhanced DMG dei 60 GHz) proprio per sfruttare anche le onde millimetriche a scopo di rilevamento.
Nuove capacità introdotte da 802.11bf: dal motion sensing alla biometria passiva
Lo standard 802.11bf estende il Wi-Fi con una serie di capacità di rilevamento ambientale prima d’ora possibili solo con sensori dedicati. Ecco alcune delle funzionalità chiave abilitate dal Wi-Fi Sensing.
Rilevamento di movimento e presenza senza telecamere
Un dispositivo Wi-Fi compatibile 802.11bf potrà percepire se qualcuno si muove in una stanza o se una persona è presente in un ambiente, anche senza linea di vista diretta. Ad esempio, un router in salotto potrà capire che una persona è entrata in quella stanza dal semplice disturbo creato nel campo Wi-Fi dal suo corpo. Il tutto avviene in modo passivo, senza bisogno che la persona porti con sé smartphone o tag.
Stima di distanza, posizione e velocità
Analizzando con precisione il ritardo e la fase dei segnali, i dispositivi possono misurare la distanza di un oggetto (range) e la sua velocità di spostamento (ad esempio sfruttando l’effetto Doppler sul segnale Wi-Fi). Una rete Wi-Fi Sensing con più dispositivi (modalità multistatica) potrà triangolare la posizione di un soggetto in un locale, fornendo dati vicini a quelli di sistemi di localizzazione indoor dedicati.
Biometria passiva e segnali vitali
Uno degli aspetti più affascinanti del Wi-Fi Sensing è la possibilità di cogliere variazioni minime correlate a funzioni biologiche. Ad esempio, il semplice atto del respirare modula lievemente il segnale Wi-Fi (il torace che si alza e si abbassa crea micro-movimenti periodici rilevabili nelle componenti del CSI). Con tecniche avanzate di filtraggio e machine learning, è possibile monitorare la frequenza respiratoria di una persona nella stanza tramite Wi-Fi. Studi sperimentali hanno persino mostrato stime del battito cardiaco analizzando impercettibili oscillazioni causate dal flusso sanguigno.
In pratica, 802.11bf trasforma la rete Wi-Fi in un sistema nervoso distribuito, in grado di percepire l’ambiente circostante con vari “sensi” digitali. Questa innovazione getta le basi per una nuova classe di applicazioni cosiddette di ambient intelligence, dove la tecnologia circostante è consapevole del contesto e può reagire ad esso in modo proattivo.
Applicazioni consumer: Smart Home e dispositivi intelligenti
Le prime applicazioni che trarranno vantaggio dal Wi-Fi Sensing saranno probabilmente quelle in ambito smart home e dispositivi consumer intelligenti. Grazie a 802.11bf, la casa connessa diventa ancora più “smart” perché acquisisce percezione attiva di chi e cosa si muove al suo interno.
Ad esempio, le luci intelligenti di casa potrebbero accendersi automaticamente quando il sistema Wi-Fi rileva che qualcuno è entrato in una stanza, e spegnersi quando la stanza è vuota, senza bisogno di sensori di movimento dedicati.
Un altro campo è quello della sorveglianza non invasiva. Un router Wi-Fi Sensing può fungere da sentinella anti-intrusione, rilevando movimenti sospetti in casa quando dovrebbero essere assenti. A differenza di telecamere o sensori IR, però, il Wi-Fi Sensing preserva meglio la privacy: non c’è alcuna immagine o video, solo l’analisi di segnali radio, il che riduce i rischi di sorveglianza invadente.
In sintesi, 802.11bf realizza la visione di smart home ambient-aware, dove la connettività Wi-Fi diventa lo scheletro sensoriale della casa connessa. Si riduce la necessità di riempire le stanze di vari sensori dedicati (IR, videocamere, contatori) perché il Wi-Fi li può rimpiazzare in molti casi, con benefici in termini di costo e semplicità di installazione.
Applicazioni industriali: monitoraggio, sorveglianza e automazione avanzata
Le capacità del Wi-Fi Sensing trovano applicazione anche oltre l’ambito domestico, offrendo valore in contesti industriali, commerciali e aziendali. In questi scenari, avere ambient intelligence tramite l’infrastruttura Wi-Fi esistente può migliorare efficienza, sicurezza e automazione senza dover installare sensori specializzati ovunque. Vediamo alcune aree chiave:
Smart building e building automation
Già oggi molti uffici utilizzano sensori IoT per accendere/spegnere luci e HVAC. Con il Wi-Fi Sensing questa funzione diventa praticamente plug&play, usando gli access point Wi-Fi aziendali per rilevare presenze in ogni ambiente. Inoltre, i dati raccolti (opportunamente anonimizzati) possono confluire in un digital twin dell’edificio: un modello digitale aggiornato in tempo reale che riflette l’utilizzo degli spazi, utile per ottimizzare la progettazione di ambienti e la gestione delle risorse.
Sorveglianza discreta e sicurezza sul lavoro
In ambienti dove la privacy o la praticità sconsigliano telecamere, il Wi-Fi Sensing offre un mezzo non-invasivo per rilevare situazioni anomale. Si pensi a una corsia d’ospedale di notte: l’Wi-Fi può avvisare i sanitari se un paziente si è alzato dal letto e vaga (evitando così possibili cadute), oppure segnalare movimenti in un’area riservata ai soli addetti. Nelle aziende, il Wi-Fi Sensing può integrare i sistemi di sicurezza rilevando accessi non autorizzati in zone sensibili (server room, magazzini) o attività fuori orario, il tutto senza dover analizzare immagini video e rispettando le normative sulla privacy.
Ottimizzazione di processi e asset tracking
Nelle fabbriche e nei magazzini, avere occhi elettronici ovunque è un sogno di ogni responsabile di produzione. Con 802.11bf, ogni access point può monitorare il movimento di carrelli, operatori e persino merci (se abbastanza grandi da influire sul segnale) all’interno dell’area coperta. Ciò consente di tracciare i flussi di lavoro e far emergere colli di bottiglia, guidando interventi di ottimizzazione mirati.
Tutela della privacy ed etica dei dati ambientali
Anche se il Wi-Fi Sensing è intrinsecamente più rispettoso della privacy rispetto a telecamere (nessuna immagine o audio viene catturato, solo dati radio grezzi), esso solleva nuove questioni di privacy ed etica. Dati come la presenza o i movimenti di una persona in casa o in ufficio sono comunque sensibili: ad esempio, un sistema potrebbe inferire abitudini quotidiane, orari di arrivo/uscita, o stati di salute (respiro irregolare, cadute) degli individui. Queste informazioni, se finite in mani sbagliate o utilizzate senza consenso, potrebbero violare la riservatezza personale. Diventa quindi fondamentale implementare misure di protezione dei dati di sensing: cifratura end-to-end dei report di rilevamento trasmessi in rete, architetture che elaborino i dati localmente (edge computing) anziché inviarli tutti a cloud, e soprattutto ottenere il consenso informato degli utenti per l’attivazione di queste funzionalità.
Lo standard non può impedire ogni abuso, ma la standardizzazione fornisce anche linee guida e consapevolezza: produttori e utenti sapranno che i loro dispositivi emettono dati di sensing e potranno disattivarli se non voluto. Il dibattito etico è appena iniziato, ma è certo che la privacy-by-design dovrà essere un principio cardine nell’implementare soluzioni basate su 802.11bf.
Conclusioni: ecosistemi IoT, smart building e automazione
Guardando al medio-lungo termine, il Wi-Fi Sensing si candida a diventare un elemento chiave dell’IoT e degli ambienti intelligenti. La sua natura ubiqua e passiva lo rende ideale per fornire uno strato di context awareness trasversale a molte applicazioni. In tutti questi casi, il Wi-Fi Sensing sarà davvero pervasivo solo se integrato senza soluzione di continuità nei sistemi esistenti. Fortunatamente, essendo costruito su standard Wi-Fi, esso si innesta naturalmente nell’ecosistema wireless attuale, dialogando con cloud e piattaforme software già in uso.
Fonte: www.fareelettronica.it







